Mercato coperto: gli operatori ricorrono al Consiglio di Stato. Superconti valuta ritiro offerta

Una gatta da pelare che rischia, come minimo, di allungare i tempi per la soluzione dell’annosa questione. Ulteriori ritardi che significano ancora degrado a piazza del Mercato e ben 8 milioni di euro già contabilizzati nel bilancio comunale che si sa se e quando entreranno in cassa. La vicenda è sempre quella della compravendita della zona del vecchio mercato coperto ed i ricorsi al Tar contro il nuovo mercato di Largo Manni.

A pochi giorni di distanza dalla decisione del Tar di respingere il ricorso della ditta Struzzi sul nuovo mercato, Mario Struzzi, fa sapere al Messaggero che ricorrerà in appello: “Se il nostro ricorso è irricevibile perché il Tar non ha deciso subito? Ho sentito il mio avvocato (Alarico Mariani Marini) e gli elementi per ricorrere ci sono tutti”. Non finisce qui: anche i tredici operatori commerciali della vecchia struttura che in passato si erano visti respingere le loro richieste dal Tar, hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato.

Dal canto suo, il gruppo Superconti, attraverso le dichiarazioni di Federico Conti, conferma che il ricorso è stato depositato, che la controversia intentata dagli operatori è fondata, e i tempi che si prospettano per una soluzione della vicenda sono più lunghi di quanto si immagini: “Questo ci scoraggia ancora di più perché l’area non è ancora libera da tutti i contenziosi. Anzi, temo che il Consiglio di Stato abbia tempi lunghi per decidere. E’ stato notificato anche a noi e, secondo noi, da com’è stato impostato, la controversia è fondata. Certo, poi saranno i giudici a  decidere”. Conti prosegue affermando che il progetto, fino a quando non saranno risolte tutte le controversie, rimane in stand-by non nascondendo la possibilità di agire risolvendo il contratto di alienazione: “Al momento il progetto è accantonato, sospeso. Dobbiamo aspettare e capire cosa può succedere. Qui si blocca tutto un’altra volta”. In merito alla possibilità di risoluzione del contratto “tutto è possibile. Dobbiamo valutare”.

Se alla fine, i vertici del gruppo Superconti, prendessero la via della risoluzione sarebbe un duro colpo per le casse di palazzo Spada: 8 milioni di euro già contabilizzati che verrebbero a mancare. Un rebus che si troverebbe a dover gestire il vice sindaco con delega al Bilancio, Libero Paci, anche se dalle sue dichiarazione, non traspare allarmismo: “Nessuno mi ha comunicato di ricorsi al Consiglio di Stato. In ogni modo la sostanza delle cose non cambierebbe. Se c’è la volontà di andare avanti con l’alienazione, si va avanti”.

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