Terni, uccise moglie a martellate e coltellate: condannato a 30 anni
L’imputato era in aula al momento della lettura della sentenza, mentre non erano presenti i familiari della donna uccisa. “L’appello a questa sentenza è certo – ha commentato l’avvocato Angelini al termine dell’udienza – trovo che sia un errore evidente contestare le aggravanti. I requisiti della crudeltà non ci sono, questa sentenza contrasta con quanto affermato recentemente dalla Cassazione per l’omicidio di Melania Rea, mentre per quanto riguarda la premeditazione era assolutamente assente ogni maturità di coscienza”. Secondo il difensore, inoltre, “la sussistenza del disturbo della personalità, accertata anche dal consulente del tribunale, non può non trovare sfogo nella sentenza”.
Questa mattina il pm Elisabetta Massini avevaa chiesto la condanna all’ergastolo e l’applicazione dell’isolamento diurno. L’uomo era accusato di omicidio volontario, con le aggravanti della crudeltà, della premeditazione e del rapporto di parentela con la vittima. La difesa dell’imputato, assistito dall’avvocato Marco Angelini, aveva invece chiesto al giudice che venisse riconosciuto il vizio parziale di mente del 49enne, sulla base di una perizia di parte redatta dal dottor Silvio D’Alessandro. In ogni caso, sempre secondo la difesa, non dovevano essere contestate le aggravanti della crudeltà e della premeditazione. Il consulente nominato dal tribunale, il dottor Alessandro Giuliani, ascoltato stamane in aula insieme al perito di parte, aveva invece escluso la presenza di un vizio parziale di mente dell’uomo.
L’omicida era stato bloccato dalla polizia subito dopo il fatto mentre, sul terrazzino dell’abitazione di Borgo Rivo dove è avvenuto l’omicidio, si stava ripulendo con indosso una tuta da imbianchino.